Milano, Porta Venezia Design District - 21-26 aprile 2026
Artisia, la prima e unica pasta stampata in 3D al mondo, ha presentato la mostra Edible Reveries disegnata da Studio Yellowdot. Un incontro tra cucina, design e innovazione dove il gesto di assaporare un pezzo di pasta è 'esploso' in un'esperienza multisensoriale. Gustando algoritmi fingerfood impastati a mano, rilassandosi su sedute ispirate a forme di pasta oversize e lasciandosi trasportare in nuovi rituali di convivialità. Un'oasi di serenità nella frenesia della design week. Un invito a riflettere e sognare, un morso alla volta. Artisia ha unito le forze con l’emergente Studio Yellowdot per presentare la mostra EDIBLE REVERIES che celebra l’ingrediente più amato dagli italiani e, al contempo, lo reimmagina, svelandone il potenziale creativo attraverso il design thinking. Nel cuore del Porta Venezia Design District, l’esposizione ha invitato l’ospite a vivere un’esperienza multisensoriale costruita attorno a un semplice gesto: assaporare la pasta 3D di ARTISIA. Gli ospiti sono stati immersi in un’atmosfera sospesa e onirica, dove Studio Yellowdot ha creato Tattile, una collezione site-specific e concettuale di arredi stampati in 3D che evocano pezzi di pasta fuori scala, circondati da lampade-scultura. Ogni giorno dalle 16 alle 19, la chef Beatrice Guzzi ha proposto degustazioni gratuite di ricette gourmet a base di Spaghetto 3D: un nido eclettico generato da un unico filamento intrecciato e avvolto con meticolosa precisione fino a diventare una scultura in miniatura di straordinaria complessità. Queste degustazioni sono state poi abbinate ad aperitivi analcolici firmati Cantina Pizzolato: cocktail ready to drink a base di vino dealcolato che reinterpretano i grandi classici dell'aperitivo italiano in una proposta contemporanea e alcohol-free.


La limited collection “Tattile”
«Per questa mostra, abbiamo interpretato la pasta stampata in 3D non solo come ingrediente, ma come gesto», spiegano Bodin Hon e Dilara Kan Hon, fondatori dello Studio Yellowdot. Per la mostra, hanno anche creato Tattile, un nuovo design in edizione limitata ispirato all’atto di prendere la pasta con la punta delle dita.
«I formati di ARTISIA nascono come algoritmi, ma il loro significato diventa reale attraverso il tatto e il gusto. Nell'installazione mettiamo in scena questa evoluzione: dal design digitale all'esperienza fisica. La pasta diventa un paesaggio multisensoriale — visivamente delicata, tattile tra le dita e stratificata nel sapore. Un'esplosione di sensazioni da percepire: leggera, giocosa e profondamente umana».
«EDIBLE REVERIES è, letteralmente, un invito ad assaporare nuovi rituali di convivialità», spiega Valentina Parravicini, Marketing and Business Development Lead di ARTISIA. Le nuove creazioni bite-size espandono i molteplici modi in cui la pasta può essere gustata — da scenografici aperitivi finger food ad antipasti eclettici, fino a dessert inaspettati. «Attraverso un dialogo cross-disciplinare, design e tecnologia si intrecciano con la tradizione culinaria italiana e con un audace spirito di sperimentazione.»

Il concept design di Studio Yellowdot e la collezione di arredi TATTILE
«In EDIBLE REVERIES, la pasta stampata in 3D di ARTISIA non è ingrediente, ma gesto. Ciò che nasce come algoritmo diventa tangibile, coinvolgendo la vista, la texture e il gusto», raccontano Bodin Hon e Dilara Kan Hon di Studio Yellowdot. «Per EDIBLE REVERIES, ci siamo concentrati sullo scambio tra la mano, l'oggetto e il boccone — nel punto in cui la precisione digitale si fa qualcosa di tattile e intimo. Per questa installazione, ci muoviamo dall'algoritmo all'istinto — dai percorsi digitali all’interazione con la punta delle dita. La pasta diventa leggera, giocosa, quasi priva di peso — va oltre la tradizione della tavola, per invitare a un nuovo rituale fatto di tatto, movimento e risveglio dei sensi.» I designer hanno dato vita anche a TATTILE, una collezione site-specific e concettuale di arredi stampati in 3D che evocano formati di pasta fuori scala. Pensata come un momento di pausa e di celebrazione del rituale del mangiare, la serie comprende una dormeuse, una sedia a dondolo e una chaise longue con piattini d'appoggio. Le forme degli arredi sono al contempo morbide e strutturate. Digitalmente curve e stampate in 3D con filamento composito di legno, ogni pezzo accoglie il corpo con silenziosa precisione. La collezione è stata realizzata grazie alla preziosa maestria di LAMÁQUINA di Barcellona. un’azienda specializzata nella manifattura additiva su larga scala attraverso la stampa 3D robotica. L’azienda sviluppa strategie di fabbricazione avanzate che portano il design digitale nel processo produttivo dell’architettura, consentendo la realizzazione di forme complesse in un’ampia varietà di materiali.
I designers: Studio Yellowdot
Studio Yellowdot è uno studio di design multidisciplinare fondato da Dilara Kan Hon e Bodin Hon. Dal loro incontro all'Istituto Europeo di Design di Milano, i due hanno saputo fondere la sensibilità di Dilara per le belle arti e il design d'interni con la competenza ingegneristica e tecnologica di Bodin, dando vita a un lavoro trasversale che abbraccia il design di prodotto, l'illuminazione, l'arredo e lo spazio. Operando tra Hong Kong e Istanbul, lo studio collabora con artigiani, industrie e brand in Europa e Asia, là dove la tecnologia incontra il saper fare e la logica si intreccia con l'emozione. Studio Yellowdot ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui l'ADI Compasso d'Oro International Award, il Red Dot Design Award e il Japan Good Design Award.